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Introduzione alla Redazione allargata di Via Dogana 3, domenica 1 dicembre 2019 Crisi ambientale: i nodi al pettine.

Mi chiamo Elena e faccio parte di Extinction Rebellion (abbreviato XR) da qualche mese. Come mai sono entrata in XR? Da sempre sono abbastanza attenta e sensibile verso le sofferenze degli altri esseri viventi e del pianeta in generale, ho fatto parte di associazioni animaliste, ho spesso dedicato le mie vacanze al volontariato naturalistico, nutrendo la speranza che questo potesse servire. Purtroppo, però non basta, e non basta lo sforzo di tutte le persone di buona volontà che ho conosciuto e di quelle che non ho conosciuto. I dati scientifici fanno poco ben sperare e ho sentito una urgenza rinnovata e forte, ho pensato che le azioni individuali sono importantissime, ma anche i governi devono fare la loro parte, l’emergenza attuale richiede azioni immediate e veloci.

Perché allora non entrare in qualche organizzazione ambientalista grande e importante, a questo punto? Perché sono organizzazioni uguali alle organizzazioni che già ben conosciamo, non vedo nulla di nuovo, se non entrare, chiedere chi comanda e farsi dire cosa c’è da fare. Anche no, grazie.

In XR non ci sono capi, ma un sistema organizzativo basato sulla decentralizzazione e soprattutto sulla spinta personale. XR dice proprio «fai quello che ti porta gioia». Wow, questa è una novità! Poi ho sentito parlare di cultura rigenerativa, essere già noi, nel nostro modo di stare insieme, il mondo che vorremmo. Un mondo non violento, sotto ogni aspetto, a partire dalle relazioni tra noi ribelli. Ecco, ho trovato quello che cercavo, visto che non accetto la violenza, non accetto la violenza fisica, non accetto l’uso della forza solo perché si può. Ma non accetto nemmeno la violenza verbale, psicologica, la violenza dei silenzi, la violenza del cibo, la violenza del cosiddetto “progresso”. Non accetto la violenza. Punto. E in XR ho trovato una forte attenzione a questo, non violenza non soltanto durante i momenti di protesta ma anche nello stare insieme, nel modo di stare insieme, nel modo di parlare tra di noi. Questo non lo avevo mai trovato altrove.

Ci si potrebbe chiedere cosa c’entra tutto questo con l’ambiente. A mio avviso c’entra tantissimo. Perché nel nostro sistema attuale, il modo di stare insieme e stare con il pianeta e gli esseri viventi è basato principalmente sulla violenza. Sul furto di ciò che non è nostro, si prende senza chiedere il permesso. Siamo abituati a questo, siamo assuefatti alla violenza. Tutti e tutte. Anche io.

Qualche anno fa ho iniziato a sentire che necessitavo di altro, qualcosa non mi tornava, non saprei neanche dire con quanta consapevolezza presi una serie di decisioni, ora è più facile darvi un senso, ma in quel momento mi spinse solo la necessità di “cambiare aria”. E ho iniziato un percorso personale che chiamerei di “risveglio”. Ho approfondito la mia formazione con una specializzazione in psicoterapia, mi sono avvicinata ai buddisti di Tic Nathan, che ho conosciuto durante i ritiri al Plum Village in Francia. Mi sento, come dire, risvegliata appunto, ho gli occhi aperti, o meglio più aperti di prima, ho ancora molto da fare. E di XR apprezzo questa attenzione e sensibilità a RI-educarci tutti quanti ad un nuovo modo di stare insieme, mettendo in discussione quello che è il nostro sistema alla radice, rimettendoci in gioco uscendo dalle comfort zone, ripensando tutto. Ho trovato persone con cui proseguire questo percorso e intanto chiediamo ai governi di non fare finta di nulla, di dire la verità, di agire velocemente e di pensare a modi nuovi per prendere decisioni. Subito, perché siamo già in ritardo.

Pensiamo alle decisioni, nelle organizzazioni qualcuno decide e altri no, questo modello è efficientissimo, ma lascia indietro tantissime posizioni, persone, opinioni, punti di vista, in favore di uno solo. XR non vuole proporre soluzioni ma vogliamo che le soluzioni vengano da assemblee di cittadini, che tutti noi torniamo a occuparci di noi. In XR ho trovato persone diverse, con opinioni diverse, ma tutte egualmente preoccupate per il destino del pianeta e degli esseri viventi che lo abitano, ed è bello potersi confrontare in questi termini con altre persone, mi sento meno sola in questa preoccupazione, e meno impotente davanti alla catastrofe. Perché stiamo parlando di una estinzione di massa in corso.