Condividi

Nella riunione dello scorso 14 giugno della redazione aperta di Via Dogana 3, preziosa occasione di scambio come sempre, stavamo, a mio parere, nella tiepidezza del già detto e nella tristezza del presente quando è intervenuta Vita Cosentino a squarciare il velo della nebbia mentale. Ha parlato dell’importanza che ha oggi la relazione di differenza tra donne e, al suo interno, la relazione tra donne, non quella con la madre, già salvata. Mi ha ispirata. Si dissipò la tristezza, il lamento per l’invecchiamento delle più anziane. Si dissipò il predominio del pensiero: un pensiero che tendeva alla binarietà, alle cause.

Come se avessimo dimenticato che “pensiero” deriva da “pensum”. Pensum era la quantità di lana – il peso – che una donna dell’antica Roma doveva filare ogni giorno. “Pensum”, come filare, vengono, nella loro sostanza non nella loro etimologia, dal tatto, dal movimento delle dita della filatrice nel preparare il batuffolo di lana. Il tatto è segno eminente del piacere femminile, il piacere clitorideo. Nella relazione di differenza tra donne, la cosa più bella è il piacere, il piacere di stare insieme, e basta, piacere dei sensi, compreso il sesto senso: l’intuizione, meglio detta ispirazione. Tra donne, Lei viene. La si attende.

Quanto a me, le donne mi ispirano, mi danno, mi danno di tutto ma, in primo luogo, mi danno la fiducia per sentire e, sentendo, creare. Quasi sempre ho scritto su richiesta di un’altra. Ascoltando Vita Cosentino, mi è tornata in mente di nuovo la frase “ma il sentire lo siamo” (María Zambrano). Il piacere senza sforzo. Che mi importa del caos postpatriarcale? Se dissuade le donne dall’entrare nel contratto sessuale, è o sarà, perfino, benvenuto.

Oggi i mass media hanno dato la notizia che la Spagna ha un problema lavorativo nuovo: i ragazzi giovani chiedono il congedo dal lavoro quando la fidanzata li lascia. Catastrofe. Un politico informava di avere in casa due figli in questa situazione. Li chiamava, scusandosi, “sciocchi”. Sia benvenuto questo caos.

Perché questa è una grande notizia “politica”, di politica della polis greca, origine del patriarcato occidentale. Politica che finì con il patriarcato, e i ragazzi giovani lo sanno, lo sentono, lo vivono. Adesso è un’altra cosa. È fare il raccolto della forza della vita, ha detto Antonietta Potente all’incontro. La forza della vita che si nutre della libertà femminile. È l’augere, l’accrescere che è proprio dell’autorità femminile, senza monumenti (Luisa Muraro), questo di più che non è proprietà di nessuno, che esiste finché circola (Lia Cigarini), che si genera soprattutto nella pratica della relazione di differenza con donne: una la genera, un’altra la raccoglie, e così via. Trascendendo. A volte, c’è bisogno di una trasfigurazione.

(traduzione di Clara Jourdan)

testo originale

Más placer menos pensamiento nada de política

En la reunión del pasado 14 de junio de la redacción abierta de Via Dogana 3, preciosa ocasión de intercambio como siempre, estábamos, en mi opinión, en la tibieza de lo ya dicho y en la tristeza del presente cuando intervino Vita Cosentino rasgando el velo de la niebla mental. Habló de la importancia que tiene hoy la relación de diferencia entre mujeres y, dentro de ella, la relación entre mujeres, no con la madre, ya salvada. Me inspiró. Se disipó la tristeza, el lamento por el envejecimiento de las más mayores. Se disipó el predominio del pensamiento: un pensamiento que tendía a la binariedad, a las causas.

Como si hubiéramos olvidado que “pensamiento” deriva de “pensum”. Pensum era la cantidad de lana -el peso- que una mujer de la Roma antigua debía hilar cada día. “Pensum”, como hilar, vienen, en su sustancia, no en su etimología, del tacto, del movimiento de los dedos de la hilandera al preparar el vellón de lana. El tacto es signo eminente del placer femenino, el placer clitórico. En la relación de diferencia entre mujeres, lo  más hermoso es el placer, placer de estar juntas, sin más, placer de los sentidos, incluido el sexto sentido: la intuición, mejor llamada inspiración. Entre mujeres, Ella viene. Se le espera.

A mí, las mujeres me inspiran, me dan, me dan de todo pero, en primer lugar, me dan la confianza para sentir y, sintiendo, crear. Casi siempre he escrito a petición de otra. Al escuchar a Vita Cosentino, me volvió una vez más a la mente la frase “pero el sentir lo somos” (María Zambrano). El placer sin esfuerzo. ¿Qué me importa el caos postpatriarcal? Si disuade a las mujeres de entrar en el contrato sexual, es o será, incluso, bienvenido.

Hoy los medios de comunicación han dado la noticia de que España tiene un problema laboral nuevo: los chicos jóvenes piden la baja laboral cuando les deja su novia. Catástrofe. Informaba un político que decía tener en casa dos hijos en esta situación. Los llamaba, disculpándose, “memos”. Sea bienvenido este caos.

Porque esta es una gran noticia “política”, de política de la polis griega, origen del patriarcado occidental. Política que terminó con el patriarcado, y los chicos jóvenes lo saben, lo sienten, lo viven. Ahora es otra cosa. Es cosechar la fuerza de la vida, dijo Antonietta Potente en el encuentro. La fuerza de la vida que se nutre de la libertad femenina. Es el augere, el acrecentar que es propio de la autoridad femenina, sin monumentos (Luisa Muraro), ese más que no es propiedad de nadie, que existe en tanto que circula (Lia Cigarini), que se genera sobre todo en la práctica de la relación de diferencia con mujeres: una la genera, otra la recoge, y así sucesivamente. Transcendiendo. A veces, hace falta una transfiguración.