Per Lia Cigarini, morta il 20 aprile 2026
Laura Colombo
21 Aprile 2026
Con la morte di Lia Cigarini perdiamo una delle menti politiche più lucide e argute del femminismo italiano. Perdiamo una grande donna, iniziatrice di imprese femministe, ispiratrice di percorsi, presenza capace di aprire pensiero e indicare passaggi di libertà.
Con Luisa Muraro e altre ha fondato la Libreria delle donne di Milano nel 1975 e a questa sua creatura ha dato intelligenza e visione, insieme a tempo, fedeltà e presenza concreta, non separando il pensiero dall’opera necessaria a tenerlo vivo dentro un luogo. Fino alla malattia ha fatto il suo turno il sabato pomeriggio. Il suo modo di abitare la politica prende corpo nelle responsabilità assunte e nella cura di un luogo ritenuto essenziale per il valore che può rappresentare per tutte. Lia desiderava che la Libreria avesse una vetrina aperta sulla strada, una porta aperta per chi si affaccia e per chi entra.
Io l’ho conosciuta nel Gruppo lavoro, alla fine degli anni Novanta. All’inizio la temevo. La sua autorità era grande e grande era l’illuminazione che sapeva dare con le sue parole. In lei c’era una forza di intelligenza che metteva soggezione perché obbligava a pensare meglio, a essere più precise, più vere, più all’altezza di ciò che stavamo facendo. Stare con Lia voleva dire non potersi accontentare. Col tempo l’ho conosciuta più da vicino. Ho fatto con lei un pezzo di strada e negli ultimi anni ho anche potuto starle accanto, sostenerla. Questo rende il dolore di oggi molto concreto, molto fisico, tocca la vita vissuta, i gesti, la vicinanza di una relazione.
Ci mancherà la sua presenza fisica, la sua voce, il suo modo inconfondibile di leggere le situazioni e di trovare quasi senza esitazione il punto politico decisivo. Ci mancherà il suo rigore e la sua capacità di vedere più a fondo e più avanti. Ci mancheranno le sue mani affusolate che si muovono al ritmo del suo pensiero, il suo sorriso, la bellezza del suo viso.
La Libreria, che è la sua creazione e la sua casa, non resta senza di lei in un senso assoluto. Il suo pensiero, le sue parole, la sua pratica politica continueranno ad accompagnarci e resteranno come orientamento e come eredità viva.
Ma adesso mi pare che sia soprattutto il momento del dolore. La morte è una cesura difficile da accettare, impone un vuoto che non si lascia subito colmare e che chiede di essere attraversato.
A Lia va oggi il mio saluto riconoscente. Con dolore, con gratitudine, con la consapevolezza di ciò che ci lascia e di ciò che ci affida.

Lia Cigarini (1937-2026) è stata avvocata e giurista, tra le protagoniste del femminismo italiano. Con altre ha fondato nel 1975 la Libreria delle donne di Milano ed è tra le autrici di “Non credere di avere dei diritti” (1987). Ha pubblicato “La politica del desiderio” nel 1995 con introduzione di Ida Dominijanni e, con Luisa Cavaliere, “C’è una bella differenza. Un dialogo” nel 2013. Nel 2022 Orthotes ha pubblicato “La politica del desiderio e altri scritti”, nuova edizione ampliata del libro del 1995, arricchita da testi successivi e da un’intervista inedita realizzata da Riccardo Fanciullacci. Fu una delle autrici del Sottosopra “Immagina che il lavoro” (marzo 2009) e una figura decisiva del Gruppo lavoro della Libreria delle donne di Milano, nato nel 1994. In quel contesto elaborò, insieme ad altre, un pensiero originale sul lavoro e sul lavoro delle donne, che ha inciso nel panorama italiano e ha ispirato anche percorsi di femminismo sindacale, nel confronto con sindacaliste della FIOM e più in generale della CGIL.