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A metà gennaio abbiamo cominciato a parlare di Non una di meno nella redazione di Aspirina rivista acetilsatirica, incerte se intervenire con un numero speciale sulla violenza o fare silenzio, se sostenere o criticare. Come è successo a molte femministe, eravamo scoraggiate e irritate dal tono dei documenti, ma continuavamo a girarci intorno, mosse dall’insistenza di alcune.

Passavamo in rassegna le rivendicazioni scritte o declamate nelle assemblee, così lontane dalla presa di coscienza di “non credere di avere dei
diritti”. Leggevamo le analisi su violenza maschile e violenza del capitale, ci sembravano veteromarxiste e confuse. Dall’altra parte, l’inno all’altrui giovinezza suonava come una retorica maternalistica sulle generazioni.
Nonostante tutte le ambivalenze, eravamo coinvolte. Non riuscivamo a prescinderne per due ragioni. La prima è che al centro c’erano Cadmi, Casa di accoglienza delle donne maltrattate di Milano e D.i.Re, a cui andava tutta la nostra fiducia. In Italia Non una di meno è nata dal nesso tra le donne dei centri antiviolenza creati dal femminismo e quelle dei gruppi antagonisti di matrice marxista. Le attiviste perlopiù giovani, donne di una generazione oppressa dal neoliberismo, sono state attratte proprio dalle pratiche di quei
centri antiviolenza, da una sapienza politica che lotta sul campo da oltre trent’anni.
La seconda ragione è che si tratta di un movimento, o meglio sommovimento di donne globale e che, a differenza di altri apparsi negli ultimi anni, non è ostile al femminismo delle origini.
Da subito il nostro interesse si è rivolto al dietro la scena, non alla manifestazione come obiettivo. Abbiamo cominciato a parlarne con Marisa Guarneri del Cadmi, di cui conosciamo l’intuito politico. Era certa che nonostante tutti gli svarioni e le scritture disastrose, stesse succedendo qualcosa di forte. Confermava che era sbocciato un riconoscimento di autorità, e che si era aperto un ascolto.
Aspirina ha scelto di dire la sua con un countdown di vignette e testi satirici sulla violenza maschile, dal titolo Non uno di più, per sostenere “tutte le amiche di Cadmi e D.i.Re, Donne in rete contro la violenza, non una di meno”.

Vai a Non uno di più e Otto marzo 2017