Le madri di tutte noi
Clara Jourdan
2 Marzo 2025
Le madri di tutte noi è il titolo del secondo dei fascicoli editi dalla Libreria delle donne di Milano dedicati alla discussione sui libri. Il primo, del 1978, Catalogo di testi di teoria e pratica politica – Sulla servitù della scrittura. E sulle sue grandi possibilità, detto Catalogo verde, riflette su libri e documenti legati alla nascita e alla crescita del movimento delle donne. Il Catalogo n. 2 – Romanzi. Le madri di tutte noi, detto Catalogo giallo, privilegia la scrittura letteraria, a partire da quella delle scrittrici preferite, Jane Austen, Elsa Morante, Gertrude Stein, Virginia Woolf, Ivy Compton-Burnett, Sylvia Plath, le sorelle Brontë… Pubblicato nel 1982 in collaborazione con la Biblioteca delle donne di Parma, da cui provenivano alcune del gruppo che l’ha elaborato, è frutto di due anni di incontri, raccontati in varie forme. In occasione dei 50 anni della Libreria delle donne di Milano lo abbiamo ristampato e lo riproponiamo, sempre alla ricerca di «una parola che stia al nostro fianco», come scrive una delle sue autrici citando un verso di Ingeborg Bachman.
La prima cosa che mi ha colpito rileggendolo oggi, è che lì si manifesta in tutta evidenza il senso dell’aver scelto una libreria delle donne da parte delle femministe che l’hanno realizzata nel 1975. In quegli anni cominciava a diffondersi “la pratica del fare” insieme al parlare: alcune hanno aperto un consultorio, altre un bar… Queste donne hanno scelto di fare una libreria. Una scelta felice e fortunata. Penso di poter dire che il lavoro del Catalogo giallo incarni la necessità storica della Libreria delle donne di Milano, per le scoperte cruciali a cui l’esistenza di questa libreria ha portato: la genealogia femminile, la disparità, l’autorità… Il passaggio storico è avvenuto mettendosi in rapporto insieme tra lettrici con le scrittrici e le loro opere, i loro linguaggi, dove si è potuta cogliere quella differenza femminile che scompariva nel linguaggio di molti testi teorici femministi dell’epoca, che dovevano ancora usare le parole acquisite negli studi. Come dicono le autrici del Catalogo alla fine del loro lavoro, «alcune [di queste scrittrici] sono state delle inventrici di linguaggio, del nostro linguaggio» (p. 58).
E il titolo (titolo preso da un romanzo di Gertrude Stein) non poteva essere più giusto. Le madri di tutte noi sono le scrittrici e le madri di ciascuna donna, e la relazione con la madre che è dentro di noi e agisce nelle relazioni tra donne e con il mondo. Nei lavori sul Catalogo la consapevolezza della presenza in ciascuna donna della relazione con la madre emerge fin dall’inizio, come si vede nel racconto-riflessione sull’incontro residenziale di Caspoggio dell’ottobre 1980 (pag. 10 e seguenti). Lo sottolineo perché per me che non ero tra le donne che hanno fatto la Libreria e il Catalogo – io ci sono arrivata dopo, con la lettura del libro Non credere di avere dei diritti (1987) – questa scoperta della relazione con la madre è stata fondamentale, una delle cose della Libreria di cui sono profondamente grata, che mi hanno cambiato la vita, alla radice, cioè dalla relazione con mia madre. Prima ero concentrata a sottrarmi alla relazione con mio padre, e verso mia madre sentivo indifferenza, come se non contasse niente… Poi mi si sono aperti gli occhi e il cuore.
Le autrici non vengono indicate nella pubblicazione (come in altri testi femministi collettivi dell’epoca), tranne l’autrice delle vignette, Patrizia Carra, Pat. E ci sono alcuni testi firmati col nome. La parte sugli scambi a Caspoggio è scritta in prima persona e non è firmata. Ma qui vengono nominate (per nome senza cognome, tranne una per cognome senza nome) le partecipanti, e alcuni dei nomi citati sono ben riconoscibili, perché di donne che hanno continuato l’impegno in Libreria negli anni successivi, alcune fino a oggi, qualcuna anche qui in presenza o in zoom.
Una delle autrici è Lia Cigarini, che aprirà il nostro scambio insieme a due lettrici, Silvia Niccolai e Angela Condello, entrambe giuriste (come Lia). Angela Condello insegna Filosofia del diritto a Messina; ha scritto con Ilaria Boiano Lia Cigarini e il “vuoto legislativo” come libertà nel libro Femminismo giuridico (2019) di cui è anche una delle curatrici. Silvia Niccolai insegna Diritto costituzionale a Cagliari. Collabora con Via Dogana fin dagli inizi, discutendo negli anni ’90 le proposte di legge contro la violenza sessuale. Le abbiamo invitate oggi per il lavoro che hanno fatto sul Catalogo quando una rivista americana che si chiama Law&Literature ha chiesto a Angela Condello di scrivere sul rapporto tra “politica e letteratura nel femminismo italiano”; Angela ha proposto a Silvia di farlo insieme e hanno deciso di lavorare sul Catalogo giallo.
Introduzione alla redazione aperta di Via Dogana Tre Le madri di tutte noi, 2 marzo 2025