Il naufragio dei mille e l’indifferenza dei più
Franca Fortunato
15 Febbraio 2026
Nei giorni in cui il ciclone Harry devastava le coste della Calabria, della Sicilia e della Sardegna, dieci barche cariche di uomini, donne, bambine e bambini, erano state messe in mare, con la forza, dai trafficanti. Su quelle barche viaggiava una massa umana, travolta dalla furia del ciclone e inghiottita dal mare. Era partita da un porto della Tunisia, Sfax. Era diretta in Sicilia non per invaderci, per “islamizzarci” e realizzare la “sostituzione etnica”, ma per fuggire da fame, guerre, torture, miseria, povertà, persecuzioni, col sogno di “rifarsi una vita” altrove, in un paese accogliente, libero e democratico. Un altrove che da dieci anni a questa parte è stato bombardato, deriso, beffeggiato, manipolato, e che oggi con questa destra al potere sarebbe perduto per sempre se non fosse per le donne e gli uomini che resistono e tengono aperta la porta, come a Riace tornata a nuova vita con Mimmo Lucano sindaco. Quell’altrove è la nostra umanità verso altri esseri umani, è l’accoglienza per i vivi e la pietà per i morti, per i tanti lasciati annegare in quel mare trasformato da ponte tra culture in un cimitero sottomarino che cresce di giorno in giorno. Un cimitero su cui grava l’oblio colpevole di chi ha creato le condizioni affinché i naufragi si moltiplicassero e meno migranti arrivassero sulle nostre coste e in Europa. A costoro non interessa perché i naufragi si moltiplicano, dove e come vivono le/i migranti che non partono, ma sono tutti impegnati a lasciarli morire in mare per dissuaderli a partire e a progettare prigioni per chi arriva e respingimenti, “remigrazione” la chiamano. Tutto frutto di dieci anni di politiche migratorie volte ad alzare muri, a fare accordi che legittimano le violenze e le torture nei lager libici, a delegittimare le Ong che salvano vite, a tenerle lontane dalle barche che affondano, mandandole per lo sbarco in porti lontani. Se arriverà in porto il blocco navale, annunciato dal governo con il suo disegno di legge “antimmigrazione”, sarà eliminato qualsiasi intervento di salvataggio delle Ong. E così le barche continueranno ad arrivare e i naufragi ad aumentare.
Torno al grande naufragio nei giorni del ciclone Harry. Si parla di mille dispersi, la cui colpa grava su chi non li ha soccorsi o fatti soccorrere. Nulla sappiamo di quei morti annegati, di quei corpi, di quei visi scomparsi per sempre. Nessuno ci racconterà la storia, la vita, i dolori e le speranze di ognuna e ognuno di loro. Nulla sappiamo della paura, della disperazione, del dramma delle madri inabissate con le loro creature strette al seno. Nulla sappiamo delle bambine e dei bambini a cui è stato rubato il futuro, come ai 20.000 di Gaza, vittime innocenti di genocidio. L’unico superstite di quel naufragio ha raccontato, ancora sotto choc, che sulla sua barca erano in cinquantuno. Era rimasto aggrappato a un pezzo del barcone in balia delle onde per ventiquattro ore. Ha visto scomparire tra le onde tutti i suoi compagni di viaggio. Per due giorni erano rimasti in balia del mare con onde alte sette metri. Due giorni, una notte, un’alba e nessuno intorno a loro a salvarli. Le Ong tenute lontane. I soccorritori arrivati quando ormai la tragedia si era consumata, come per la strage di Cutro. Qualche giorno prima una donna arrivata a Lampedusa con altre sessantun persone aveva raccontato di aver perso in mare, durante la traversata dalla Tunisia, le sue due gemelline di appena un anno. Nessuno, se non quella madre, ha pianto per loro. Nessuno ha pianto per i mille morti. Il silenzio è calato su di loro. Un silenzio di indifferenza, complicità e disumanità in cui si avvitano sempre più l’Europa e l’Italia. Se non si arresta la deriva verso cui stanno spingendo l’umanità, prima o poi, anche in questa parte di oltre Oceano vedremo scene come quelle che abbiamo visto a Minneapolis di caccia all’emigrato casa per casa, di arresti di bambine all’uscita di scuola e di uccisioni impunite per strada.
(L’Altravoce il Quotidiano, rubrica “Io Donna”, 15 febbraio 2026)