Condividi

Nasci. In un attimo mi sento scivolare la vita dal mio stesso corpo. Un’altra vita, penso: chi sei? Sei l’Altro, nel tuo caso l’Altra. E questo pensiero mi resterà incollato addosso per tutte le prime settimane. Sei l’Altro, non mi fido. Sei veloce, troppo veloce. Vuoi me. Mi chiami, mi richiedi, mi brami. Sei così determinata nel tuo desiderio di me che quasi non riesco a riconoscerti come mia simile. 

Eppure, dopo i tanti tentativi di piegarti alle mie richieste – che a voler vedere bene, non erano nemmeno così mie – dopo aver provato a decidere io per te, a manipolarti come se fossi argilla fresca e morbida tra le mie mani, dopo tutta questa fatica, inizio finalmente ad ammirarti. 

Mi permetto di osservarti con profonda adorazione vedendo in te ciò che di più amo al mondo: la capacità di credere in sé stessi, di gridare al mondo: «IO VOGLIO». Tu, minuscola, desideri e desideri così ardentemente da non accettare un no, da non mollare mai, e io di questo ti ringrazio infinite volte, di non aver mai mollato con me. Urlare, scalciare, piangere fino a non avere più fiato e poi, una volta ottenuto il desiderato: la pace, la quiete, la soddisfazione che arriva dal piacere, la purezza e la libertà. 

C’è stato un momento in cui ho avuto bisogno di sentirmi validare il mio essere madre nel modo in cui mi sentivo di esserlo. Ho iniziato così, anch’io, a chiedere alle donne della mia vita; la loro risposta, «Ma dalle quello che vuole», accompagnata da un sorriso, è stato tutto ciò di cui avevo bisogno. 

Inizio così a essere la madre che sono per natura, ma non solo, inizio così a essere la donna che sono, inizio finalmente a pensare: anch’io posso esaudire i miei desideri, posso chiedere, pretendere, volere. Posso anche godere di ciò che ho voluto tanto, sentirmi in pace, felice, per il mio desiderio realizzato. Mi sento liberata da me, grazie anche a te, piccola bambina testarda, mi sono decisa a non accettare niente di meno, a soddisfare le mie richieste, a esigere il mio piacere. 

IO VOGLIO, voglio un sacco di cose, voglio poesia, voglio guardare il mare, voglio un phon costosissimo, voglio abbracciare te e annusarti la testa, voglio essere me, voglio essere madre.

Il giorno della tua nascita non sono nata anch’io, sei nata tu, ma io mi sono liberata e da quel giorno so, che, se voglio, posso avere tutto.