È morta Lia Cigarini, l’avvocata femminista che ha fondato la Libreria delle donne a Milano: «Il suo pensiero è la nostra eredità»
Redazione Milano
21 Aprile 2026
È morta lunedì Lia Cigarini, aveva 89 anni ed era un’avvocata femminista, autrice di saggi e fondatrice (nel 1975) della Libreria delle donne, centro storico della cultura femminista italiana e internazionale.
La Libreria delle donne di Milano, con profondo dolore, condivide la notizia: «Con la morte di Lia Cigarini perdiamo una delle menti politiche più lucide e argute del femminismo italiano. Perdiamo una grande donna, iniziatrice di imprese femministe, ispiratrice di percorsi, presenza capace di aprire pensiero e indicare passaggi di libertà. Ci mancherà la sua presenza fisica, la sua voce, il suo modo inconfondibile di leggere le situazioni e di trovare quasi senza esitazione il punto politico decisivo. Ci mancherà il suo rigore e la sua capacità di vedere più a fondo e più avanti. Ci mancheranno le sue mani affusolate che si muovono al ritmo del suo pensiero, il suo sorriso, la bellezza del suo viso. La Libreria, che è la sua creazione e la sua casa, non resta senza di lei in un senso assoluto. Il suo pensiero, le sue parole, la sua pratica politica continueranno ad accompagnarci e resteranno come orientamento e come eredità viva».
Cigarini era stata Parigi a seguito di un invito giunto al gruppo femminista dell’Autocoscienza di Milano a un grande convegno in Normandia, da parte delle femministe francesi. Fecero prima tappa a Parigi dove visitarono la Librairie des femmes, dalla quale rimasero incantate. Appena rientrate in Italia, la decina di partecipanti al convegno francese si riunirono piene di entusiasmo per fondare anche a Milano qualcosa di simile. L’idea era quella di valorizzare le grandi scrittrici dell’epoca, perché se oggi le donne dominano il mercato editoriale, al tempo la scrittura femminile era presa poco in considerazione. Chiesero in affitto al Comune un locale minuscolo in pieno centro, e lo ottennero. Si riunivano due o tre volte a settimana per scegliere i libri da proporre e ci impiegarono nove mesi a decidere i titoli, con già tutto pronto e un’architetta del gruppo che aveva messo da un pezzo gli scaffali, pagati con i pochi fondi che avevano. Non riuscivano a decidersi e a fare l’inaugurazione. Quando Feltrinelli e Longanesi diedero loro dei libri in conto vendita, si decisero ad alzare la saracinesca. I vigili si presentarono subito a fare i controlli perché insinuavano che non avessero una regolare licenza. Ma dopo i primi tentativi di boicottaggio, la libreria iniziò a essere frequentata.
(Corriere della Sera – Milano, 21 aprile 2026)