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Da il manifesto – Il ricorso delle klimaseniorinnen. Sono 2.500, hanno un’età media di 73 anni, collaborano con Greenpeace e vanno in piazza

«Oggi è un giorno di gioia, di sollievo e di emozioni fortissime, ci spiace per l’esito della causa dei giovani portoghesi, abbiamo detto loro che la nostra vittoria è anche per loro», dice da Strasburgo Norma Bargetzi-Horisberger, una donna di 69 anni che vive a Cassina D’Agno, nel canton Ticino, ed è una delle militanti più attive dell’associazione KlimaSeniorinnen, anziane per il clima. Ieri mattina era a Strasburgo con un gruppo di attiviste per assistere alla sentenza della Corte europea per i diritti umani (Cedu).

Le Anziane per il clima erano già state a Strasburgo un anno fa, per la prima udienza del processo, hanno sfilato insieme a Greta Thunberg, simpatizzano per le azioni degli attivisti di Ultima Generazione che si incollano all’asfalto per bloccare il traffico e gettano vernice lavabile su monumenti e opere d’arte, e a febbraio hanno marciato da Landquart a Davos nella manifestazione che ha contestato il Forum economico globale. «Sono diventata un’attivista perché mi sento in parte responsabile di questo disastro, è inutile negare che è stata la mia generazione a fare i danni più grandi», ha detto Norma Bargetzi-Horisberger al Corriere del Ticino nei giorni del summit.

L’associazione Anziane per il clima è nata nel 2016, nel 2020 ha presentato il ricorso alla Corte di Strasburgo, con l’appoggio di Greenpeace Svizzera, e ieri ha ottenuto una vittoria che potrebbe influenzare le politiche sul clima in Svizzera e, in maniera indiretta, nel resto del mondo. All’inizio erano in 150, ora sono 2.500 in tutti i cantoni elvetici, con un’età media di 73 anni, ma è facile prevedere che nel futuro prossimo i numeri cresceranno ancora. «Il nostro lavoro è stato fondamentale per sensibilizzare la Svizzera e il mondo intero in merito al fatto che i cambiamenti climatici costituiscono la principale minaccia per i diritti umani», dicono.

L’iscrizione è consentita solo alle donne che hanno compiuto i 64 anni di età, perché «le anziane sono le vittime principali dei cambiamenti climatici» e non tutelarli, per loro, vuol dire violare un diritto umano. Secondo l’avvocato delle ricorrenti Jessica Simor, il caldo aumenta il rischio di problemi renali, provoca attacchi d’asma e disturbi cardiovascolari negli anziani, soprattutto fra le donne. Le statistiche parlano chiaro: tra il 1991 e il 2018 il 31 per cento delle morti registrate in Svizzera per le ondate di calore sono state attribuite alle conseguenze di cambiamenti climatici provocate da azioni umane e ad avere la peggio sono stati soprattutto bambini e donne anziane. Uno studio sull’impatto delle ondate di calore pubblicato nel 2022 da Environmental Health Perspectives dimostra che le ultrasettantacinquenni appartengono alla categoria più a rischio.