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Il convegno dedicato al pensiero di Luisa Muraro, tenuto a settembre 2025 all’Università Cattolica di Milano, è diventato un libro, Come quando si accende la luce. Pensare con Luisa Muraro a cura di Laura Colombo, Vita Cosentino e Wanda Tommasi, edito da Mimesis. Se il convegno ha visto la presenza di Muraro e Cigarini, la pubblicazione delle relazioni, divenuti dei saggi, avviene a pochi mesi dalla loro morte, quasi a voler colmare con la gratitudine il dolore immane. Alle relazioni è stato aggiunto uno scritto di Laura Colombo sull’insegnamento di Muraro in relazione alla rivoluzione della rete, considerata da lei «un nuovo mezzo dello scambio politico», «buono, straordinariamente buono» a patto che non prenda il posto della viva relazione. Da qui le redazioni “carnali” del sito della Libreria delle donne e di Via Dogana 3, quali luoghi «di lavoro editoriale e di pratica politica». Di Muraro ci restano tanti “testi preziosi” e un pensiero che «è un bene comune», come scrive Chiara Zamboni nell’introduzione, «che abbiamo a disposizione leggendo i suoi libri, le interviste, i saggi, gli articoli. Sentirlo come bene comune […] è in sintonia con l’idea di Luisa che le lettrici e i lettori siano coloro che con lei contribuiscono al libro, lo ritessono, lo trasformano e lo rilanciano», come hanno fatto le relatrici e i relatori, invitati a parlare al convegno e come può fare chiunque legga il libro. Le relazioni danno conto del percorso filosofico-politico di Muraro, riprendendo «in fedeltà e in libertà» «alcune questioni e certi nodi dei suoi testi», «alla luce delle questioni emergenti della contemporaneità». Un pensiero che fa di Muraro una «delle più importanti pensatrici della contemporaneità», come scrive Vita Cosentino, e nello stesso tempo una filosofa “anomala”, originale, unica, «irriducibile a qualsivoglia scuola». Anomalia che sta nell’aver trovato l’inizio del pensiero nell’ordine simbolico della madre, nel saper amare la madre, nella riconoscenza e gratitudine verso di lei. Da lì – come scrive Diana Sartori – si è accesa la luce ed è venuto il primo orientamento che faceva ordine simbolico, là dove ancora oggi, in un tempo in cui la guerra ha preso la scena del nostro mondo e delle nostre menti, il potere fa disordine. Una «filosofia pratica», quella di Muraro, impegnata nella trasformazione di sé e del mondo, nata, come scrive Ida Domijanni, da una “schivata”, un mettersi a lato, un sottrarsi, un non farsi trovare «laddove ci si aspetterebbe di trovarla», un andare via dalla storia della filosofia occidentale moderna e contemporanea per aprire «una nuova prospettiva», di libertà femminile e di indipendenza simbolica. Muraro associa la mossa filosofica della schivata a un fatto storico preciso, «la separazione femminile dalla politica maschile che diede origine alla nascita del femminismo della differenza sessuale», messa oggi in discussione da un neofemminismo che «sembra rivendicare non sottrazione ma riconoscimento, non separazione ma inclusione, non differenza ma neutralizzazione». Anche oggi, sarebbe necessaria un’altra grande schivata per ripensare e rilanciare la lotta per la libertà femminile all’altezza dei problemi «in un mondo che va in rovina». La luce più importante che lei ha acceso per le storiche di oggi, come scrive María-Milagros Rivera Garretas, è quella di significarsi donna in qualsiasi circostanza storica e davanti a qualsiasi fonte o opera storica. Dalla ricerca di Muraro sulla sapienza mistica in lingua materna ci viene l’insegnamento dell’«intelligenza dell’amore», buona per noi anche oggi, come scrive Wanda Tommasi, per non farci sprofondare nel senso d’impotenza di fronte alla violenza della storia. Muraro ci invita a cercare e incontrare l’«umanità comune» nella cronaca su cui lei scrisse articoli su riviste e quotidiani raccolti nel libro La folla nel cuore, di cui scrive Annarosa Buttarelli. Il pensiero di Luisa Muraro è «spiazzante», il libro ce lo restituisce «come quando si accende la luce». Un grazie a chi ne ha curato la pubblicazione.

(L’Altravoce il Quotidiano, rubrica “Io Donna”, 19 luglio 2026)