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Il mondo dei social network viaggia principalmente per immagini. Da Facebook a Tiktok, passando per Instagram, le parole scritte sono state via via sostituite sempre di più da foto e video che ci rappresentano nella vita quotidiana, diventando una sorta di biglietto da visita con cui da un lato ci presentiamo agli altri, cercando di mostrarci al meglio, dall’altro andiamo a mettere il naso nelle vite degli altri.

È per questo motivo che sempre più spesso gli spazi virtuali con queste caratteristiche sono considerati luoghi effimeri e privi di contenuti validi, spazi per svagare lo spirito più che momenti di approfondimento e opportunità di sviluppare un pensiero complesso sulle cose.

Eppure, potenzialmente si tratta di strumenti di comunicazione molto importanti perché sono usati da milioni di persone, giovani e meno giovani, e possono diventare un mezzo per far passare pensiero. Sono in pochi a credere che un altro modo per stare nei social sia possibile e anch’io a volte me lo domando. Recentemente ho trovato esempi che qualcosa di diverso può succedere, mi ha molto colpita la pagina Instagram delle Compromesse (@lecompromesse), seguita in meno di un anno da oltre 3.500 follower. Poche sono le fotografie utilizzate eppure i post pubblicati riescono a catturare l’attenzione, molti sono i like e i commenti che aprono alla discussione che si possono leggere sotto i vari post. La pagina ha una forte identità, costruita nel tempo attraverso la pratica quotidiana del gruppo: è evidente che tutto viene ragionato, dall’uso dei colori ai formati che meglio possono mettere in evidenza i differenti aspetti dei post. In questo modo è il contenuto stesso a essere parte dell’immagine, di cui diventa difficile descrivere a parole la potenza, e che cattura l’attenzione dei visitatori della pagina Instagram.

Un contenuto forte che si presenta con una veste grafica accattivante mi pare il presupposto da cui le Compromesse sono partite per il loro lavoro in Instagram. Sono riuscite a mantener viva l’attenzione nel tempo, e lo fanno grazie al loro sguardo femminista, critico e non scontato sulla realtà. Sono loro stesse a raccontare che hanno un confronto serrato tra loro e proprio grazie a questa relazione riescono a mettere a fuoco il loro sentire e trovare le parole giuste per dirlo in un luogo dove la brevitas resta fondamentale.

Anche la Libreria delle donne in questo periodo sta lavorando a creare una sua nuova immagine digitale. Si è formata una redazione di Instagram, di cui anch’io faccio parte, che ha un duplice obiettivo: far conoscere, con parole che arrivino a tante giovani donne e uomini, il ricco patrimonio di pensiero e pratiche della Libreria e accrescere il dialogo con altre realtà femministe, nel modo agile che la realtà della rete mette a disposizione oggi. Si tratta, anche in questo caso, di una pratica costante che richiede impegno e che ci sembra funzionare. La sfida mi sembra allora che non si debba considerare persa, ogni singola realtà può provare a cambiare il modo di stare in rete per richiamare l’attenzione di chi in questi spazi cerca nuove produttive relazioni.