Rachel Carson, premonizioni oceaniche
Valentina Pigmei
15 Ottobre 2026
Il mare intorno a noi della scienziata e madre dell’ambientalismo era uscito la prima volta negli Stati uniti nel 1951. Ora esce per Aboca con la traduzione di Isabella C. Blum che restituisce la musicalità della scrittura e il senso di meraviglia del libro
Il mare intorno a noi
Rachel Carson, trad. di Isabella C. Blum, Aboca
Ci sono libri che invecchiano e altri che il tempo rende più urgenti. Il mare intorno a noi (Aboca, pp. 310, euro 28, trad. di Isabella C. Blum) di Rachel Carson, uscito negli Stati Uniti nel 1951 e subito diventato un caso letterario oltre che un documentario premiato con l’Oscar nel ’53, appartiene alla seconda categoria. Oggi questo capolavoro del nature writing torna in libreria in una nuova edizione e soprattutto con una nuova, magnifica traduzione. Blum restituisce la musicalità di una scrittura avvolgente e cesellata, che sa unire il rigore della scienziata al talento immaginifico della scrittrice.
La modernità di Rachel Carson sta infatti prima di tutto nello stile. Le sue pagine accompagnano il lettore dalle origini del pianeta alla formazione degli oceani, dalle maree alle correnti, dalle isole che nascono alle profondità senza luce, ma nulla assomiglia al manuale accademico. La scienza qui diventa meraviglia. Il libro sorprende anche per i contenuti. Settantacinque anni fa Carson descriveva già l’oceano come supremo «regolatore del clima e stabilizzatore delle temperature», con un’intuizione che oggi è al centro di ogni modello climatico. Lo raccontava vastissimo e insondabile. Soprattutto, lo pensava come unico: esiste un solo mare, in cui tutto è collegato. Questa visione di un sistema in cui nulla è isolato è il fondamento stesso dell’ecologia moderna. Carson riprende gli antichi Greci, per i quali tutto ritorna nell’acqua, perché Oceanus è come un fiume-mare, «simile al flusso incessante del tempo». «Il mare è ovunque intorno a noi. Le rotte di scambio fra tutte le terre devono attraversarlo. I venti che soffiano sui continenti sono stati cullati sulle sue vaste distese e sempre cercano di farvi ritorno», scrive Carson.
L’oceanoè insieme origine e destino, il «vasto grembo» da cui la vita è emersa. Per questo è paradossale – scriveva – che oggi sia minacciato proprio dalle attività di una delle sue creature, l’uomo. Carson non si fa illusioni consolatorie: l’oceano continuerà a esistere, ma «a essere minacciata è piuttosto la vita stessa». Vincitore del National Book Award Il mare intorno a noi fa parte di una ideale «trilogia del mare» insieme con La vita che brilla sulla riva del mare (’55) e Storie delle profondità del mare (’41), oggi tutti ripubblicati da Aboca. È un testo premonitore e pionieristico.
Vi si parla già di riscaldamento delle acque e di innalzamento del livello del mare, con largo anticipo sul dibattito pubblico e un decennio prima di Primavera silenziosa, il libro che avrebbe fatto di Carson la madre dell’ambientalismo. Nata in Pennsylvania nel 1907, era stata prima di tutto una biologa marina e una divulgatrice scientifica. Dopo la laurea in zoologia, aveva il suo lavoro all’ente federale per la pesca e la fauna selvatica per dedicarsi alla scrittura. Quanto al documentario The Sea Around Us tratto dal libro, Carson lo detestava. Aveva ceduto i diritti, ma quando lesse la sceneggiatura trovò molti errori scientifici e fu irritata dal tono sensazionalistico, lontano dalla precisione e dal senso di meraviglia del libro. A conferma di quanto la sua prosa sia difficile da tradurre in immagini.
(il manifesto, 15 ottobre 2026)